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Deserto del Vizcaino

deserto Vizcaino

© cesar harada

L’entroterra della Baja California è arido e brullo, una natura inospitale che pure è stata conquistata da popolazioni nomadi e dalla civiltà lungo i millenni. L’esempio più sorprendente della straordinarietà di questa terra è il deserto del Vizcaino.

Nella zona nord della Baja California Sur, si trova un’area dell’entroterra spazzata dai venti e bruciata dal sole. Il Deserto del Vizcaino è un’area dall’interesse naturalistico talmente elevato da essere stata nominata Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il parco della Biosfera, che ne tutela da biodiversità e l’integrità, è stato creato nel 1988 ed ha un’estensione di quasi 150000 chilometri quadrati. Si tratta del più vasto rifugio per la fauna selvatica di tutta l’America latina.

Le condizioni estreme della zona, con precipitazioni limitatissime e vento quasi costante, hanno fatto sì che le forme di vita animali e vegetali, adattandosi per poter sopravvivere, assumessero caratteristiche irripetibili in altre zone del continente. Un solo tipo di pianta, la Frankenia Palmeri, riesce a sopportare l’elevatissima concentrazione salina di questi terreni. Dozzine di specie di uccelli migratori, coyotes scarni eppure coriacei, e le velocissime Antilopi di Pronghorn abitano l’entroterra. Sulle coste quattro diverse specie di tartarughe di mare, e ancora le balene grigie, che giungono dai ghiacci del mare di Bering per svernare al sicuro nelle lagune del Vizcaino.

Interessantissimi anche gli scavi ed i siti archeologici delle numerose grotte, fra le montagne deserte. Incisioni rupestri e reperti preistorici testimoniano che questa terra apparentemente inospitale era abitata più di undicimila anni fa dalla popolazione dei Cochimi, nomadi provenienti dal nord, la cui traccia è conservata dalle rocce della montagna di San Francisco.

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